FFF Milano in Piazza – week 78 and Fast Fashion

FFF Milano in Piazza – week 78 and Fast Fashion

Week 78 (-16) – 2020/02/14 | full FFF Milano “in Piazza” Timeline
In occasione della settimana di moda a Milano del 18 al 24 di febbraio 2020, il venerdì 14, oltre al presidio classico, Fridays For Future Milano ha organizzato una lezione in piazza (Scala) sulla fast fashion e l’economia circolare che si tiene dalle 14.30 alle 16.00.
Si ci avvicina anche alle persone proponendo loro un piccolo sondaggio per capire il grado di consapevolezza e farli riflettere sulle conseguenze della moda “rapida” sul ambiente, per l’inquinamento dell’acqua fra altro, e nella società, per i cosiddetti sweatshops. Se vuoi, puoi anche compilare online qui sotto (english version)


Sondaggio “Fast Fashion”

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How much change in society do you expect between "before" and "after" Corona and Lockdown?

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Hay assistito al incontro XR-FFF
Quanto ti è piaciiuto il metodo di assamblea virtuale de XR?
Quale sono le 3 caratteristiche che ti sono piaciuto di più?
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Puoi anche aggiungere una risposta.

 

Fridays For Future Milanoin Piazza every single friday since 14 December 2018!
– on PIazza della Scala in front of the Palazzo Marino City Hall of Milano
– generally from 12:30 – 14:00.
We will be happy to meet and greet you in piazza! 🙂 ♥

 

 

 

Osservazioni

Le aziende di abbigliamento che producono e vendono capi economici e alla moda ( “fast fashion”, cioè ‘moda veloce’ ) proponendone continuamente di nuovi, hanno ritmi di produzione e margini sostenibili solo producendo in paesi come l’India, la Cina, la Cambogia o il Bangladesh dove il costo della manodopera è molto basso e spesso i lavoratori (anche bambini) sono sfruttati e costretti a lavorare senza sicurezza.

Ogni anno sono prodotti 80 miliardi di capi di ‘moda veloce’ (Fast Fashion).
Secondo un report delle Nazioni Unite (UNECE 2018) l’industria della moda ha una grossa responsabilità nell’inquinamento globale, dalla fase di produzione degli abiti a quella dello smaltimento. Il settore della moda e del tessile rappresenta la seconda industria più inquinante del mondo, è responsabile del:

  • 20% dello spreco globale di acqua (Per produrre una T shirt servono 2700 l di acqua),
  • 10% delle emissioni di anidride carbonica e la produzione di più gas serra rispetto a tutti gli spostamenti navali e aerei del mondo.
    Le coltivazioni di cotone, sebbene occupino solo il 3% della superficie coltivabile, sono responsabili
  • per il 24% dell’uso di insetticidi e
  • per l’11% dell’uso di pesticidi

facendo del settore tessile il più inquinante dopo quello Oil & Gas.

Circa 21* miliardi di tonnellate/ anno di prodotti tessili finisce in discarica. *Secondo l’EPA 14 milioni di tonnellate di abiti e tessuti usati sono gettati via ogni anno nel mondo, di cui solo il 16% viene riciclato (fonte: EPA – Environmental Protection Agency).

Secondo le stime del Waste & Resource Action Program (Ong Britannica): il 30% degli abiti acquistati langue appeso negli armadi, mai indossato.
Una percentuale equivalente finisce ogni anno in discarica dopo essere stato utilizzato, in media, meno di cinque volte, ma spesso anche dopo un solo uso.
Il poliestere e le altre fibre sintetiche che dal 2007 sono diventate le più diffuse (62%) per l’abbigliamento e secondo il Fashion Danish Institute, per produrle quarto di tutte le sostanze chimiche prodotte nel mondo sono utilizzate nel settore tessile per realizzare,
Secondo uno studio realizzato dalla UE, ben il 7-8% delle patologie dermatologiche sarebbe dovuto a ciò che indossiamo.

Fonti

 

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